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Cinema: Li Chiamarono... briganti!


Museo di Crocco
La Tavern R Crocc

 Museo privato permanente del Brigantaggio e della Civiltà contadina
Rionero in Vulture (Pz)







Li chiamarono... briganti!
è un film diretto nel 1999 da Pasquale Squitieri.


Il film, che ha come protagonista il brigante lucano Carmine Crocco, è dichiaratamente "anti-risorgimentale", volto a mostrare quella che è stata l'altra faccia della dominazione sabauda, in special modo nel sud Italia.

Il film, girato ad Artena, è stato realizzato con pochi mezzi e con una regia un po' esasperata, non ha ottenuto un grande riscontro né dalla critica, né al botteghino. È stato immediatamente ritirato dalle sale cinematografiche perché considerato "politicamente scorretto" e non è più reperibile in nessun supporto, che sia VHS o DVD(Ne esistono copie in alcuni programmi di condivisione.). I sostenitori affermano che ciò è dovuto alle verità raccontate, che non farebbero comodo a chi ha sempre affermato che l'annessione è stata "indolore" per il Meridione d'Italia. È stato etichettato come un film "revisionista". Il film, seppur criticato e di difficile reperibilità, riscuote un grande successo nelle università e nei convegni, dove trova estimatori che vanno aldilà del buonismo politico.

Il film è dedicato a Sergio Leone.

La sigla iniziale è cantata da Lina Sastri che interpreta tre canzoni Briganti, La Brigantessa, La Profezia con testo e musica di Luigi Ceccarelli.


Trama

Teste mozzate di contadini esposte in gabbie di vetro nei pressi di Isernia. Questo episodio viene riportato nel film di Squitieri.Carmine Crocco, ex garibaldino originario di Rionero in Vulture, torna al proprio paese e scopre che il potere ha sempre la stessa faccia: con il nuovo governo sabaudo, la classe dominante ha le mani libere per speculare ed opprimere la povera gente ancor più di quanto lo facesse con i Borboni.

Crocco decide dunque di darsi alla macchia e di combattere il generale Enrico Cialdini, luogotenente del Re, incaricato di reprimere il brigantaggio e ripristinare l'ordine.

Nel film sono mostrate in maniera cruda le atrocità che l'esercito piemontese perpetrò nei confronti delle popolazioni lucane. Tra queste, eccidi di massa, compiuti in nome del diritto di rappresaglia, e la decapitazione di alcuni briganti, le cui teste furono messe in mostra a monito delle popolazioni locali. Quest'episodio fa riferimento ad una pratica effettivamente utilizzata durante la repressione del brigantaggio, documentata attraverso testimonianze fotografiche.



Pubblicato il 3/4/2009 alle 20.9 nella rubrica diario.

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