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LA TAVERN R CROCC
Museo Privato
del Brigantaggio
e della civiltà
contadina

Via Mazzini, 79
Rionero in Vulture

info:
franco.loriso@tiscali.it











































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




 

diario |
 
Diario
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21 marzo 2011

"Crocco un Brigante nella Grande Storia" di Ettore Cinella


Museo di Crocco
La Tavern R Crocc

 

 

 

 

 

 


Ettore Cinnella, docente a Pisa di storia contemporanea e di storia d’Europa orientale, non si aspettava una accoglienza simile. Armando Lostaglio, che ha promosso la presentazione in Palazzo Fortunato del recente libro su Carmine Crocco, ha pensato bene di accompagnare il professore, come prima tappa, proprio nella “Taverna r’ Crocc”, ricreata da Franco Loriso dalle parti della antica abitazione del brigante, e che ne fa il covo ideale: una cantina piena di cimeli d’epoca, tipici di una storia fatta di miseria e di vessazioni. Nel covo museale sono ormai molti i visitatori che in questi anni si affacciano per guardare le vicende postunitarie in maniera più diretta. E qui Cinnella ha trovato anche materiali e testimonianze oggetto di studio.
Perché lo storico (originario di Miglionico) ha attraversato con i suoi scritti le vicende meridionali, (oltre che quelle russe), e pubblicato anche “Il grande brigantaggio (1861-1865): una ferita nella storia d’Italia”. Sempre per Della Porta editore ha dato alle stampe questo prezioso testo “Carmine Crocco un brigante nella grande storia” (pagg.
177) una narrazione romanzata della vita del brigante rionerese di cui, proprio durante le celebrazioni unitarie, si auspica che la cultura nazionale ritagli spazi necessari ad una contestualizzazione del fenomeno, lungi da futili retoriche. Pertanto, come ha pure sottolineato il sindaco Antonio Placido durante la presentazione, è il caso di confermare le radici sociali del fenomeno, alimentato certo dalla spaventosa miseria dei contadini e dall’abisso che divideva galantuomini e cafoni, gente di fatica la cui unica aspettativa di vita era avere una famiglia, e lavorare dall’alba al tramonto, soltanto per sopravvivere. Ignoranza e miseria, invecchiamento precoce e migrazioni: su questo fronte, il critico materano Gianni Maragno ha tracciato, durante l’incontro con lìautore, un percorso storiografico circa la cosiddetta prima grande tragedia nazionale, come sostiene appunto il docente di Pisa. Una ricostruzione, quella di Cinnella, che affronta i documenti di chi Crocco conobbe in maniera diretta; si va dalla biografia del capitano Massa fino a toccare gli studi dei lombrosiani circa la criminalità antropologica. Ma a Cinnella, probabilmente,
interessa anche rileggere con passione civile una personalità, quale quella del “Napoleone dei briganti” (come venne definito), che sapeva leggere e scrivere (rara eccezione per quegli anni), che ottenne sbalorditive vittorie militari, seppur a capo di bande di irregolari, cui, tuttavia, diede a suo modo una certa dignità e disciplina.
In bilico fra leggenda e cronaca, Lostaglio (che ha condotto il dibattito) ha ricordato che il saggista Beniamino Placido aveva pure scritto del mito che Crocco alimentava nelle giovani dell’epoca (un episodio della nonna dello scrittore), in contraltare soltanto a quello di Garibaldi. Solo che la storia ha preso pieghe diverse, soprattutto nella sua divulgazione: briganti gli sconfitti ed eroi nazionali i vincitori.

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